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Genoma

L’esistenza umana è caratterizzata da un ingannevole gioco universale che potremmo definire caccia al tesoro. Ci riferiamo alle doti umane, potenzialmente e universalmente eccellenti, che stanno già dentro di noi sin dalla nascita...e peraltro ben custodite (cfr. Genoma).

L’adagiamento, per esempio, caratterizza elevatissime percentuali della popolazione permettendo all’individuo di convivere con la propria mediocrità di cui è, purtroppo, ignaro. Per mediocrità si intende l’incapacità di raggiungere importanti obiettivi.

Paradossalmente, non potrebbe non essere così tenuto conto della oramai evidente incongruenza fra le matrici culturali intese come massificazione dell’educazione che comunemente viene impartita e gli agognati obiettivi/ideali individuali.

Per massificazione intendiamo un’azione generalmente diffusa di cui la variabile individuale è piuttosto relativa, prevalentemente in funzione di due fondamentali fattori: la complessiva provenienza da una cultura tendenzialmente paternalistica in relazione a un universale istinto genitoriale reso anch’esso paternalistico dalla responsabilità, dall’insicurezza, dalla paura e dalle varie insidie.

Peraltro, lo stesso paternalismo è inevitabilmente intriso di accontentamento e di illusione in quanto, sempre per effetto dell’istinto autoprotettivo/protettivo (autoconservazione e conservazione della specie), il genitore induce la prole all’accomodamento (accontentamento) a favore di una vita idealmente più comoda e meno insidiosa oppure esalta la prole attraverso l’illusoria speranza in quanto spesso priva di adeguate indicazioni. Questo inconscio stimolo orientativo corrisponde ricorrentemente alla visione della vita dello stesso genitore/tutore.

Possiamo ricondurre queste due matrici culturali alle due più rappresentative locuzioni idiomatiche: chi si accontenta gode, pieno accomodamento “perverso” generatore di ulteriore mediocrità; dai che ce la farai, vuota speranzosa esaltazione spesso causa di scoraggiamento e frustrazione.

Come si può ben intuire, questo vigente atteggiamento di base riduce automaticamente la pretesa verso gli altri quanto verso se stessi avvilendo così gli standard prestazionali.

Riteniamo ulteriormente illuminante sottolineare che la speranza è una potentissima difesa dell’Io, il più utilizzato antidoto contro la paura/angoscia quantunque poco edificante. Proprio in relazione a quanto detto, l’individuo in funzione della personale sperimentazione esperienziale avvalorerà la propria convinzione di base, accontentamento o illusione, per lui più vantaggiosa.

Cogliamo l’occasione per porre in evidenza la potenza “perversa” delle autoconvinzioni in quanto attivatrici di due stupefacenti dinamiche: gli effetti placebo e nocebo. Per placebo si intende una piacevole suggestione mentre nocebo è il contrario ovvero una suggestione nociva. Naturalmente, entrambe possono essere autoindotte dando vita anche a veri e propri fenomeni psicogeni.

Per questa ragione, si rende indispensabile sviluppare il genere umano, genitori/educatori in primis, non certo somministrando corsi di indirizzo esclusivamente o tendenzialmente prestazionale quantunque sia evidente l’importanza della preparazione contenutistica.

La buona fede genitoriale non deve essere una giustificazione!

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